La magia nelle Valli di Comacchio, foto
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Il paesaggio delle Valli di Comacchio
offre orizzonti illimitati dove il cangiante dell'acqua si stempera nei
fondali brumosi, intersecati da sottili cortine di vegetazione. Il
grigio dei salici e le chiazze giallo verdi dei pioppi dominano nella
fascia delle chiome che emergono dagli ondeggianti canneti di Cannuccia
palustre. Nelle siepi vi è un mosaico di arbusti che custodiscono
succulente bacche per i piccoli uccelli migratori: quelle bluastre del
Sanguinello e del Ligustro, quelle aranciate dell'Olivello spinoso e
quelle rosse della Rosa canina e del Biancospino. Altre siepi sono
costituite da lunghi filari di Tamerici verde azzurro messe a dimora
dall'uomo per riparare le valli dal vento. In prossimità delle rive
salmastre la succulenta Salicornia e la Salsola coprono i dossi di limo
nerastro; qua e là nella tarda estate dove le rive sono più affrancate
dall'acqua, si sviluppano delicate macchie viola di Limonio e
Settembrini che contrastano con il muro verde delle grandi Tife
dalle pannocchie brune come sigari. In tutto questo scenario a farla da
padroni sono gli uccelli che in ogni stagione dell'anno frequentano
questi ambienti per la straordinaria ricchezza di nutrimento e di
rifugi. E' il più importante complesso di zone umide italiane e i
migratori che transitano dal Nord al Sud Europa sostano in queste aree
per riprodursi o per trascorrere l'inverno. Da alcuni anni diverse
centinaia di Fenicotteri rosa pascolano immergendo il loro lungo collo e
scandagliando il fango alla ricerca di gamberetti. Gli Aironi bianchi
invernali si mescolano ai cenerini mentre in estate arrivano gli Aironi
rossi. Tutti i trampolieri trovano fondali
adatti per le loro zampe e per i becchi di diversa lunghezza
suddividendosi in tal modo gli angoli della valle secondo il diverso
livello dell'acqua. Le Avocette e i Cavalieri d'Italia bianconeri e le
Pittime reali sono i più grandi, mentre i Piovanelli pancianera, i
Combattenti, le Pettegole e le Pantane si rincorrono nell'acqua bassa. Lo spettacolo invernale delle anatre è
straordinario: il dorso ricurvo delle tuffatrici come i Moriglioni si
distingue a distanza, mentre le anatre di superficie si
cibano capovolgendosi sotto il pelo dell'acqua. Si osservano i comuni
Germani reali, i Mestoloni, le piccole Alzavole, gli eleganti Codoni e
ovunque moltissime nere Folaghe. Alzando lo sguardo dall'acqua non è
difficile incrociare il lento volo di un Falco di palude che ad ali tese
sorvola il mondo acquatico sottostante per individuare una possibile
preda. Gli uccelli lo sanno, si aggregano e
schiamazzano per confonderlo e disorientarlo. Nei periodi di passo
arriva anche il grande Falco pescatore. Tutto questo per la nostra vista, ma le
Valli di Comacchio sono anche il regno del silenzio, della tranquillità
delle distese aperte, interrotto dai richiami inconfondibili di questi
abitanti alati.
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